LA VIA DELLE FORESTE

è il progetto che nasce da un’idea di Enrica Bortolazzi con la supervisione scientifica del Dott. Franco Berrino, fondatori dell’associazione La Grande Via, in collaborazione con il Parco Nazionale Foreste Casentinesi.

Molteplici ragioni hanno portato La Grande Via, da sempre consapevole dell’impatto positivo della natura sul benessere dell’individuo, ad avviare questo progetto:

– Il territorio a vocazione naturale e spirituale dove l’associazione ha sede.

– La conoscenza dello Shinrin-Yoku, la terapia naturale giapponese dell’immersione nella foresta.

– I contatti con il Centro di Terapia Forestale dell’isola di Shikoku, avviati durante un viaggio in quella Regione nel 2019.

Da queste suggestioni nasce La Via delle Foreste, il ritiro di uno o più giorni che consente ai partecipanti di sperimentare il risveglio dei sensi attraverso il contatto con la natura, l’alimentazione, il movimento e la meditazione: gli ingredienti per raggiungere l’obiettivo di salute globale.

Con la supervisione di medici, guide forestali ed esperti professionisti della nutrizione, del movimento consapevole e della ricerca interiore, i gruppi saranno guidati nella via delle foreste tramite un programma di attività sensoriali: dalle camminate alla contemplazione dei frattali, dall’ascolto degli elementi come acqua e vento alla cucina Macro-mediterranea, dalla composizione floreale alla conoscenza degli oli essenziali.


 

LA SEDE

Il progetto avrà sede nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e presso La Mausolea, l’antica tenuta dei monaci camaldolesi di Soci (AR), sede dell’associazione La Grande Via.

“Foreste come quelle del Parco nazionale sono ormai universalmente riconosciute dal mondo scientifico come sistemi adattativi a complessità progressiva. Perché una foresta possa compiutamente svolgere tutte le sue interconnesse funzioni è necessario che siano assicurati spazi ed intervalli di tempo estesi, che tengano anche conto della difficoltà per l’uomo di concepire e rispettare cicli di vita enormemente più lunghi dei suoi. Il Parco nazionale, con le sue foreste di valore inestimabile, rappresenta il laboratorio ideale per la ricerca scientifica che andiamo a sviluppare con l’associazione ‘La Grande Via”

Alessandro Bottacci, direttore del Parco Nazionale Foreste Casentinesi

Le piante forniscono importanti servizi per il benessere, sia fisico che mentale, e gli ambienti del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi rappresentano il luogo ottimale per quantificare i benefici della pratica medica di immersione nelle foreste.

Il Parco, 36.000 ettari ricchissimi di fauna equamente distribuiti tra Romagna e Toscana, si presenta come una delle aree forestali più pregiate d’Europa. Dal 2017, Patrimonio dell’Umanità Unesco all’interno della rete delle faggete vetuste europee e Sasso Fratino è la prima riserva naturale integrale italiana.

Inoltre, all’interno del Parco ci sono due poli di grande fascino ed importanza spirituale: il Santuario della Verna (1213), a cui si collegano le stimmate di San Francesco (1224), e Camaldoli, fondato nel 1024 dal benedettino romagnolo san Romualdo.


 

OBIETTIVI – LE VIE DEL BENESSERE

Il  progetto fonde gli insegnamenti delle Tre Vie del benessere e ha come obiettivo la sperimentazione e il monitoraggio dei benefici del contatto con la natura sulla salute dell’uomo.

“Gli esiti di questa ambiziosa sperimentazione, che mira a quantificare con parametri medici il beneficio dell’immersione in foresta, potranno andare ad ampliare ulteriormente il novero delle funzioni riconosciute agli ecosistemi forestali complessi, per superare una ormai anacronistica dicotomia tra conservazione e sviluppo. La sanità pubblica grava in percentuali che variano tra l’80 e il 90% sui bilanci regionali e la frequentazione di questi luoghi garantirebbe ricadute su quella voce di spesa e un ulteriore importante incremento di molte forme di accoglienza turistica. Come se non bastasse le nostre straordinarie foreste contribuiscono alla tutela della biodiversità, svolgono un ruolo fondamentale nel ciclo delle acque, garantiscono la difesa da frane e erosioni, e si prendono carico dell’assorbimento di tonnellate di carbonio. Basti pensare che recenti stime fissano l’assorbimento annuale da parte di un faggio vetusto come l’equivalente, nello stesso arco temporale, di sette automobili”

 Luca Santini, presidente del Parco Nazionale Foreste Casentinesi.

 

  • La via del cibo incentrata sulla cucina Macromediterranea, lo stile alimentare coerente alle raccomandazioni del Codice Europeo Contro il Cancro che contribuisce a favorire l’equilibrio fisico e la riduzione di malattie croniche, cardiovascolari e di cancro.
  • La via del movimento, la costante e regolare attività fisica ha un ruolo fondamentale nella promozione della salute.
  • La via della meditazione, basata sui comprovati effetti benefici che la ricerca spirituale apporta sia a livello fisiologico sia mentale.
  • Il contatto con la natura, è noto che gli alberi comunichino fra loro, con i microbi e i funghi che assistono le loro radici, con gli insetti utili e dannosi, con i grandi animali che se ne nutrono; è anche noto che l’uomo possa dare messaggi alle piante, che se amate crescono meglio. E lo scambio è reciproco.

Allo stesso tempo, la medicina giapponese documenta da decenni il rapporto salutare tra uomo e foresta: l’uomo a contatto con una concentrazione di alberi riduce lo stato di stress, di ansia, depressione, di livello di cortisolo, di frequenza cardiaca e pressione arteriosa oltre a una diminuzione dello stato infiammatorio cronico.

“Grandi studi epidemiologici hanno riscontrato che chi abita in aree ricche di alberi ha una mortalità significativamente ridotta rispetto a chi vive in aree più cementificate. La differenza è verosimilmente dovuta al minor inquinamento atmosferico, alla maggiore comodità di praticare esercizio fisico, ma anche alla bellezza e al silenzio, che conferiscono al sistema nervoso autonomo una maggiore capacità di gestire lo stress”.

Franco Berrino, Presidente de La Grande Via

Da questo approccio consapevole alla vita – fondato su una sana alimentazione, unito ad uno stile di vita dinamico e armonico a contatto la Natura  e ad una ricerca interiore profonda – nasce la convinzione che solo così è possibile ristabilire un equilibrio che permetta a più persone possibile di rimanere fisicamente e mentalmente sane, felici, indipendenti e socialmente attive fino alla tarda età.

 

BENEFICI DELLO SHINRIN-YOKU GIAPPONESE

Le persone che hanno ideato questa terapia, sono dei medici, degli uomini di scienza che hanno voluto conoscere le ragioni dei benefici, passare quindi dall’intuizione alla scienza.  Prima di essere una terapia riconosciuta dal punto di vista medico, è stata studiata ed analizzata, testata e valutata. Ecco alcuni risultati ottenuti durante la fase di sperimentazione, tutti ampiamente dimostrati scientificamente:

  • Abbassamento frequenza cardiaca e pressione sanguinea, accelerazione del processo digestivo.
  • Aumento dell’energia, alleviati ansia, stress, depressione e rabbia. Questi i risultati ottenuti con il questionario Poms ( Profile of mood states, profilo dell’umore).
  • Riduzione dello stress. Analisi della quantità di Cortisolo e adrenalina prodotta.
  • Miglioramento della qualità del sonno. I valori inerenti alla qualità del sonno ottenuti mediamente nelle basi terapeutiche dopo una settimana di terapia sono: + 15%
  • Stimolo e rafforzamento delle difese immunitarie. E’ stata osservata l’attività delle cellule NK(Natural Killer). Dopo una seduta di Shinrin-yoku, i medici Giapponesi affermano che si verifica, in media, un aumento del 50% dell’attività delle cellule NK e del numero delle stesse, ed un incremento del 30% (media) della loro concentrazione.
  • Aumento della creatività e della capacità di risolvere i problemi. Dai test effettuati con Manager, artisti (in particolar modo scrittori) e professionisti in genere, è risultato che 4 ore Shinrin-yoku “ Garantisce un vantaggio cognitivo reale e misurabile del 50%.

 

L’INIZIATIVA

L’iniziativa, che prenderà avvio a maggio 2021, analizzerà alcuni parametri medici di persone che aderiranno al progetto La Via delle Foreste, prima e dopo essere esposti alla terapia della foresta.

All’esperienza si unisce la raccolta e l’analisi degli esami e dei parametri medici rilevati ai partecipanti al progetto La Via delle Foreste, supervisionata dal Dott. Franco Berrino, medico ed epidemiologo e dal comitato scientifico del progetto.


 

L’ESPERIENZA

Sono sufficienti anche brevi periodi di cammino in foresta, dell’ordine di mezz’ora-un ’ora, per riscontrare effetti fisiologici, ed è logico ipotizzare che periodi più lunghi abbiano un impatto significativo sul rischio di sviluppare o dell’aggravarsi di patologie croniche.

 

Per questo La Grande Via ha impostato un programma modulato che prevede:

  • Esperienze di una giornata di immersione nella Foresta
  • Programmi residenziali di 3 giorni.

 

Per dare una scossa prepotente al nostro sistema nervoso e immunitario in Giappone consigliano uno Shinrin-yoku di tre giorni e due notti, una immersione che viene definita completa e totalmente rigenerante.

Il partecipante dovrà predisporsi all’immersione della Foresta spogliandosi di qualsiasi accessorio: cellulare, orologio, macchina fotografica e di qualsiasi preconcetto, pronti ad accogliere le emozioni e a prenderne atto.

Si inizia a percorrere lentamente e in silenzio il sentiero immergendosi nella Natura, lasciandola entrare attraverso le mani, le orecchie, il naso, gli occhi e la bocca. 

Tatto, ci permette di riavvicinarci con la natura.

Olfatto, unico senso che ha una corsia preferenziale con il cervello e il primo ad essersi sviluppato, è considerato il nostro senso primordiale capace di risvegliare ricordi e le emozioni ad essi correlate. La foresta e i boschi, oltre ad avere una concentrazione di ossigeno elevata dovuta al fenomeno della fotosintesi, sono ricchi di sostanze chimiche chiamate fitoncidi, che altro non sono che oli naturali emessi dalle piante per difendersi da parassiti, funghi e insetti e un sistema di comunicazione tra le piante.

Udito, godiamo dei maestosi panorami sonori che solo la foresta ci può offrire: fruscii, cinguettii, scricchiolii, scorrere dell’acqua, calpestio della neve, e, non per ultimo, il silenzio. Quel pacifico silenzio che distende i nervi e rilassa e tonifica la mente.

Vista, è il senso che ci permette di percepire il mondo che ci circonda attraverso un veloce sguardo. In una foresta, oltre allo splendore e alla bellezza irradiata da ogni elemento della natura, si può restare ammaliati mentre si contemplano i giochi di luce proiettati dalle foglie-

Gusto, assaporando cibi naturali e ricchi di energi

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